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Aurelio Caminati

Nasce a Genova nel 1924. Pittore e ceramista, di personalità eclettica che ha attraversato le correnti più importanti del dopoguerra il nouveau realisme, la pop art, l'arte concettuale, con una sua interpretazione delle stesse, rielaborando nel tempo un recupero dei linguaggi tradizionali con attenzione rivolta più ai valori espressivi della materia che non agli aspetti tematici. Si trasferisce a Milano dal 1950 al 1960; fonda nel 1966 con M. Oberto il manifesto del falso ideologico, rivisitazione in chiave talvolta ironica dei miti della storia dell'arte. Espone molto all'estero e partecipa , alla quadriennale di Roma del 1955, alla biennale di Venezia nel 1956 alla Triennale di Milano nel 1964, e al Salon de Mai di Parigi nel 1970. Aderisce nello stesso anno al movimento iperrealista e nel 1975 realizza le "trascrizioni animate" rifacimento di famose opere del passato in termini attuali in un continuo scambio di linguaggi. Negli ultimi anni intensifica i suoi soggiorni all'estero che danno vita ad una intensa produzione artistica. Dal 1994 soggiorna e lavora nella Contea di Kerry in Irlanda dove elabora variazioni sul tema dell'Apocalisse e una rilettura attuale dei miti celtici.
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